Così... pour parler

… LIBERTA’…

Cosa è la libertà per voi, che per caso, navigando in internet, avete digitato l'espressione " Così ... pour parler" su un qualsiasi motore di ricerca?

Questo non vuole essere un blog su una determinata tematica o un argomento specifico, ma solo uno spazio aperto alle parole e alle idee di tutti. Così, da un pensiero o un’idea balenata alla mente si inizia a scrivere di diversi argomenti in piena libertà…

perche´ la liberta´, se data, si trova in ogni cosa... e ci permette di essere noi stessi.


Non sono solo ira e dolore…

forza io sono di pietra pensosa, allegria di mani insieme allacciate. Infine, sono libero entro gli esseri.

E tra gli esseri, come l’aria vivo, e dalla solitudine assediata esco verso il folto delle battaglie a conquistare gioie indomabili.

Pablo Neruda


giovedì 22 marzo 2012

STORIA DI MAGADALENA YULAVERA

Quando cominciai a studiare ero solo una bambina di 7 anni e mia madre mi preparava tutto il necessario perandare a scuola. Ricordo quando terminai il sesto grado ed i preparativi per la promozione. Fu molto difficile,mio padre non voleva che andassi a scuola e neanche voleva sostenerne i costi, però il Direttore Jeorge, la professoressa Elizabeth e Yosefa mi appoggiarono ed io riuscii ad essere promossa e a sfilare con gli altri ragazzi durante la consegna dei diplomi.
Già adolescente iniziai la scuola secondaria ed i problemi in famiglia continuavano. Mia madre e mio padre non volevano che continuassi a studiare ed io piangevo ogni volta che sentivo dirmi queste cose; però non obbedivo e continuavo nello studio fino a quando un giorno mi dissero che non c’erano soldi per me. Dentro di me pensai che non era un problema e che potevo farcela da sola. Di mattina andavo a lezione, mentre il pomeriggio aiutavo la mia vicina di casa e con quel poco che riuscivo a guadagnare continuai a studiare per tre anni. Anche durante le vacanze lavoravo nelle zone di lavorazione del tabacco.
Mia madre in questo periodo richiese una borsa di studio e di sostegno economico al progetto di adozione a distanza e ringraziando Dio riuscii ad averla. Fu veramente una grande benedizione per il mio percorso scolastico.
Al quinto anno iniziai a studiare ogni sabato nell’Istituto Benjamin Zeledon “Jinotega”. Studiavo e lavoravo contemporaneamente nell’Istituto e mi piaceva molto un ragazzo. Non so che passò nella mia testa, però un giorno forse per il suo tanto insistere, andai a vivere con lui credendo alle sue parole. Comunque continuavo a studiare fino a quando un giorno  incominciò a dirmi che non voleva che andassi più a scuola.
Entrai in uno stato depressivo e non riuscivo a trovare il modo per convincerlo. Pensai di non mangiare e di continuare con o senza il suo consenso. Lo frequentavo, però non gli chiesi mai dei soldi. Risparmiavo e mettevo da parte quel che potevo con il lavoro e così terminai i miei studi.
La promozione si avvicinava ed era per me un sogno che arrivasse quel giorno. Non avevo soldi, però sapevo che potevo chiedere un prestito perché presto mi sarebbe arrivato un aiuto. Così fu e pagai tutti i miei debiti e le spese.
 Il giorno della promozione arrivò e la sorpresa fu che nessuno della famiglia voleva accompagnarmi. In quel momento sentì un coraggio ad andare avanti sola ed una forte tristezza che ancora oggi mi accompagna da quel momento.                                                                      
Mi separai dal mio compagno, dovevo prendere una decisione “ lui o gli studi”. Decisi di studiare. Me ne andai a Estelì. Ancora non sapevo che corso di laurea scegliere perché per me era difficile pagare medicina. Iniziai a lavorare come impiegata domestica per un anno durante il quale frequentai un corso come operatrice. Feci la preiscrizione a Estelì e studiai molto per passare l’esame di amministrazione. Mi resi conto che non potevo studiare medicina e scelsi un altro cammino: quello di scienze infermieristiche. Smisi di lavorare perché il mio stipendio era di 600 cordoba al mese (20 euro) e non mi bastavano e tornai nelle zone di lavorazione del tabacco. Da allora fino ad oggi lavoro lì e viaggio giornalmente a Estelì  e solo il venerdì rimango in città. Una signora che conosco mi accoglie dandomi vitto e alloggio anche quando faccio pratica infermieristica. Il lavoro nell’azienda di caffè dura solo sei mesi, il tempo restante rimango a casa delle mie amiche e compagne di classe. Così ho trascorso tutta la mia vita da studentessa…
Continuerò a lottare per gli anni che mi restano del mio corso di laurea. So che sarà difficile, però non impossibile. Con l’aiuto di Dio e dei miei padrini posso realizzarlo. 

                                                                                                             Sunì, 16 Marzo 2012

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